Capita, a volte, capita.
Sì: capita che per caso, con la mente assorta, i muscoli
tesi, l’espressione assente incontri – incroci – ti imbatti in una di quelle
persone di cui senti parlare da sempre ma che non hai mai visto prima.
E non hai il tempo, il modo, la voglia di sovrapporre le
informazioni che hai (e sono tante: gossip e cronaca rosa a gogò) al viso che i
tuoi occhi distratti stanno guardando e alla voce che le tue orecchie sbadate
stanno ascoltando.
E qualche ora dopo, illuminazione delle illuminazioni, vorresti
schiaffeggiarti.
Sì, perché l’uomo che hai avuto davanti (e che con una scusa
qualsiasi avresti potuto conoscere senza destare sospetti) è l’ambito
quarantenne di cui senti parlare da anni.
Te lo hanno descritto bello: e te lo sei immaginato dall’ovale
perfetto nel viso, gli occhi verdi e i capelli castano chiari.
Te lo hanno definito interessante: e te lo sei figurato con
l’espressione attenta e intelligente.
Te lo hanno raccontato in gamba nella sua professione: e lo
hai pensato immerso nel lavoro da mattina a sera, con l’occhiale in pieno nerd
style.
Ma poi te lo hanno qualificato anche dannato, donnaiolo, politicamente
impegnato e modaiolo. Sportivo, colto e musicista. Maturo e inaffidabile.
Spudorato e responsabile.
Ma, soprattutto, impossibile.
Da raggiungere, da sfiorare, da conquistare.
E ti sei chiesta che forma ha un uomo dalle aggettivazioni
infinite.
Novello superuomo nietszschiano.
Desiderato da tutte. Predato dalle
elette.
E, accipicchia! Uffà! Perdindirindina!
Quando avresti potuto osservarlo, studiarlo, analizzarlo,
ti sei fatta scappare l’occasione…
Ma capita, raramente capita, che di occasione se ne presenta una seconda: quella che fa la donna ladra.
E allora che fai?
Ne approfitti.
E lo contatti.
Per comprendere gli spasimi e i languori delle decine e
decine di vittime che, in questi anni, ha mietuto – s’intende.
Mero studio
sociologico del fenomeno.
Sarà davvero un uomo fuori dalla portata delle donne
normo-dotate?
Con lo scopo di rispondere a questi interrogativi, ti
incaponisci (perché tu ostinata sei, e fiera, e orgogliosa, e non si dica che
non hai compiuto la missione) e riesci a strappargli trenta dei suoi preziosissimi
minuti per un caffè.
E sì: ha stile il non più ragazzo quarantenne dalla carriera affermata.
E fascino nei modi. E sa il fatto suo: lunga la sa, si vede.
Ma, nonostante gli occhiali da sole, la gente che passa e saluta, e il cameriere che fa la battuta, ti sembra normale.
E torni a casa con la pancia piena di risate.
Perché un paio
di cose nessuna te le aveva raccontate.
Ti hanno taciuto che questo superman de noatri, appena sveglio, beve il caffè sul water (certo è da scoprire se ‘sto water sia disposto a oriente per il saluto
al sole); che alle 5 del pomeriggio il nostro eroe beve caffè d’orzo (perché
è probabile che anche lui soffra gli effetti della caffeina dopo una cert’ora);
che, per essere tutti questi aggettivi insieme, il multitasking fa le
mattinate orbe ogni santo giorno come tutti.
Sì: come tutti.
Solo una cosa avrebbero dovuto dirti e ti hanno taciuto: che
l’uomo in questione ha senso dell’ironia.
E questo lo rende ancora più umano.
Perciò, donne, fatevi sotto: non è impossibile…
… prendere un caffè, ovviamente.
Il resto spetta alle vostre capacità.
